Galileo – Planetario gratuito in lingua italiana (Software MS-DOS)
Disponibile alla seguente pagina: http://www.forumradioamatori.it/download/download-dos/HamSoft/HamSoft.html
1 - INTRODUZIONE
1.1 - Utilizzo del programma
Galileo nasce nel 1984, su di un terminale non grafico
funzionante sotto CP/M. Come e' successo per un'infinita' di
programmi il suo sviluppo e' stato motivato da esigenze
personali dell'autore, che comunque ha deciso di rendere
pubblica questa procedura con una forma non di tipo
commerciale anche forse per il fatto che dati i temi molto
specifici trattati da Galileo non si presta ad una
remunerativa penetrazione nel mercato.
Cio' non toglie comunque che rimanendo le premesse fatte
sopra non si sia voluto puntare ugualmente su un prodotto
qualitativamente valido, ovvero curato nell'aspetto pratico e
soprattutto preciso nei calcoli.
Galileo sostanzialmente e' un Planetario, cioe' un qualcosa
volto a dare una riproduzione piu' fedele possibile
dell'aspetto del cielo visto da una qualsiasi localita' della
Terra. Chi si interessa di astronomia osservativa piu' o meno
seriamente avra' spesso sentito la necessita' di conoscere in
anticipo l'aspetto o la durata di un fenomeno visibile dalla
propria citta', riconoscere velocemente un oggetto di dubbia
identita', puntare nel giro di una manciata di secondi un
oggetto con un telescopio in stazione senza neanche gettare
un'occhiata nel cercatore, ricostruire fenomeni accaduti nel
passato, e un'infinita' di altre cose ancora.
Almanacchi, mappe e cataloghi possono aiutare a fare questo
fino ad un certo punto, ammesso poi che si abbia la tenacia
di procurarsene in continuazione di aggiornati. Il PC
d'altronde sta diventando una macchina talmente diffusa (in
molti casi costa di meno di un buon telescopio amatoriale)
che mi sembra destinata a far parte della normale dotazione
di un astrofilo animato da qualcosa di piu' che semplice
curiosita'.
Il fatto poi che si stiano diffondendo sempre di piu' i
computers portatili da' un'ulteriore marcia in piu' a questo
tipo di programmi, pur con i piccoli sacrifici dovuti alla
ancora fisiologica scarsa autonomia delle batterie e al fatto
di vedere sulla maggior parte dei modelli la pagina grafica
notevolmente "schiacciata".
Per una precisa scelta dell'autore Galileo non e' stato
concepito per dare il meglio di se' per scopi didattici ma
anzi presuppone da parte dell'utilizzatore un minimo di
conoscenza per quello che riguarda gli aspetti fondamentali
dell'astronomia sferica.
1.2 - Requisiti Hardware.
Galileo e' una procedura realizzata per tutti i computer PC
IBM e compatibili dotati dei microprocessori 8088, 8086,
80186, 80286, 80386 e successivi in grado di operare sotto il
sistema operativo MS-DOS o PC-DOS 2.0 e seguenti.
Per un corretto funzionamento e' necessario che sulla
macchina siano installati almeno 512 Kb di RAM.
Data la varieta' di schede video supportate dalla famiglia
dei PC e' stato predisposto un adattamento automatico da
parte del programma alla scheda grafica in dotazione cercando
di sfruttarne il meglio per quanto riguarda le
caratteristiche di risoluzione.
Ecco un elenco delle possibilita' di funzionamento:
SCHEDA PRESENTE SUL PC MODO GRAFICO UTILIZZATO
M.D.A. vedi Hercules
C.G.A. 640 x 200 monocromatico
M.C.G.A. 640 x 200 monocromatico
HERCULES 720 x 350 monocromatico
EGA 64K 640 x 200 16 colori
EGA 256K 640 x 350 16 colori
V.G.A. 640 x 480 16 colori
Per chi fosse in possesso di una scheda di solo testo del
tipo M.D.A. segnalo che e' necessario caricare
preventivamente in memoria il driver MSHERC.COM, fornito a
corredo. Questo permettera' l'utilizzo del programma secondo
gli standard di risoluzione Hercules.
Data la mole grandissima di calcoli in virgola mobile che il
programma deve affrontare e' stato predisposto il
riconoscimento automatico del coprocessore numerico 80X87
applicabile ai PC. Il suo utilizzo e' senz'altro consigliato
in caso di uso intensivo del programma in quanto in grado di
accelerare di piu' di 10 volte il lavoro di calcolo di
Galileo. Nessun tipo di procedura di installazione software
sara' necessaria: se alla partenza Galileo avra' riconosciuto
la presenza del coprocessore matematico iniziera'
immediatamente ad usarlo.
Al fine di aumentare la velocita' operativa del programma e'
consigliata l'installazione su di un'unita' a disco fisso.
Poiche' per il ricalcolo degli elementi del catalogo stellare
verra' fatto ricorso ad una lettura intensiva del catalogo su
disco e' preferibile che la memoria di massa che conterra' il
programma sia la piu' rapida possibile; percio' in genere
possiamo dire che Galileo sara' velocizzato da:
- uso di dischi fissi veloci.
- installazione del programma su disco virtuale (Disco Ram).
- uso di utilities che creano una zona di memoria cache.
L'uso quindi di Galileo su una unita' a dischetti comportera'
un notevole rallentamento nel calcolo qualora sia necessario
procedere al ricalcolo della precessione degli oggetti del
catalogo stellare (apparira' la scritta "Prec" nella dicitura
di ricalcolo in corso).
In seguito verra' comunque spiegato come ridurre questi tempi
di attesa per coloro che sono in possesso di computers privi
di disco fisso; cio' comportera' una diminuzione degli
oggetti calcolati, ovvero un certo sacrificio, ma evitera'
estenuanti pause nell'uso del programma.
Una annotazione importante: questa versione del programma non
funzionera' correttamente se installata su hard disks
funzionanti sotto reti locali; la procedura effettua
regolarmente degli "swapping" di memoria su disco per cui
l'uso contemporaneo del programma su dischi condivisi creera'
delle sovrapposizioni tra utenti di dati privati con
conseguenze facilmente immaginabili. In caso di utilizzo su
di un computer facente parte di una rete locale e' necessaria
l'installazione su di una directory privata o meglio ancora
su di un eventuale disco fisso non condiviso presente sulla
macchina.
1.3 - Descrizione dei files
Galileo 4.0 e'composto dai seguenti files:
GAL.EXE Il file da lanciare per avviare la
procedura.
GALILEO.OVL \
GALCAT.OVL |
GALPOS.OVL |
LUNA.OVL | Overlays del programma principale
MEDICEI.OVL |
ELONGAZ.OVL /
CAT400.DAT Catalogo degli oggetti
CAT400.PNT
POS400.DAT Catalogo luoghi di osservazione
POS400.PNT
CONVERT.EXE File di conversione per l'utilizzo del
catalogo della versione 3.0
GALILEO.DOC Questo manuale
BRUN61ER.EXE Programmi di supporto del codice
MSHERC.EXE (C) 1982-1988 Microsoft Corporation
Inoltre, utilizzando la maggior parte delle schede C.G.A. in
commercio sara' necessario, prima di avviare GAL.EXE,
lanciare il file del Dos GRAFTBL.EXE (in alcune versioni di
Dos e' presente con nomi leggermente diversi) per caricare la
tabella estesa di caratteri che manca in queste schede.
A titolo di anticipazione si segnala invece che a partire da
questa versione Galileo non e' piu' "schiavo" del famigerato
GRAPHICS.EXE, che quindi non va piu' lanciato.
Dal momento che la stampa di schermi grafici EGA e VGA e'
stata (finalmente) implementata soltanto a partire dalla
versione MS-DOS 4.01 e che di schermo grafico Hercules non se
ne parla ancora, e' stato deciso di ricorrere a routines
interne al programma in grado di lavorare correttamente con
tutte le schede grafiche e su stampanti di tipo Epson e IBM.
1.4 - Per gli utenti della versione 3.0
C'e' un'avvertenza da fare per coloro i quali fossero gia' in
possesso della precedente versione, la 3.0 appunto.
Il formato ed il nome degli archivi contenenti il catalogo
sono stati variati. Cio' vuol dire che non possono essere in
alcun modo utilizzati quelli della versione precedente.
Poiche' pero' avevo previsto da parte dell'utente la
possibilita' di modifica nonche' di aggiunta di oggetti
all'interno di essi, potrebbe capitare il caso che qualcuno
abbia inserito qualche centinaio di nuovi oggetti che non ha
(giustamente) nessuna intenzione di reinserire da capo.
A questo proposito viene fornito il programma CONVERT.EXE, la
cui ragione di essere e' appunto quella di trasformare i
"vecchi" archivi di Galileo 3.0 nei corrispondenti della
versione 4.0, copiando tutti gli oggetti presenti. Cosi'
facendo ovviamente si annullera' il contenuto di quelli
nuovi, ai quali ho aggiunto rispetto ai precedenti tutti gli
oggetti del catalogo di Messier piu' un certo numero di
oggetti NGC. Per far questo e' necessario avere in una zona
comune di un dischetto o del disco fisso il programma
CONVERT.EXE e i vecchi files CATALOGO.STL e CATALOGO.PNT.
Per l'archivio luoghi, dato che gia' ci sono in entrambi i
casi tutte le citta' che dovrebbero servire, non ho ritenuto
di dover realizzare un programma analogo. Ad ogni modo,
poiche' i formati di scrittura sono rimasti invariati, e'
sufficiente rinominare quelli vecchi (POSTAZIO.DAT e
POSTAZIO.PNT) in POS400.DAT e POS400.PNT attraverso il Dos.
2 - IL PROGRAMMA
2.1 - Il menu' principale
Una volta copiati i files di Galileo sul supporto finale
direi che la prima cosa da fare e' provare a lanciarlo,
battendo dal prompt del Dos GAL seguito dall'onnipresente
tasto Enter. E' sufficiente ricordarsi, se la macchina in
nostro possesso monta una scheda monocromatica del tipo
M.D.A. o Hercules, di lanciare prima il programma MSHERC;
meglio sarebbe in questo caso introdurlo direttamente nel
nostro AUTOEXEC.BAT, in modo tale da non dover ripetere
sempre e manualmente questa operazione ogni volta che si
accende il computer.
MSHERC e' un modulo di quelli che rimangono residenti in
memoria senza dare fastidio a nessuno, togliendoci solo un
po' di RAM a disposizione, peraltro poca in questo caso.
Non mi risulta entri in conflitto con altri programmi
residenti e non, per cui puo' stare tranquillamente in attesa
di essere utilizzato sin dal momento che accendiamo il
computer.
Appena lanciato dunque il programma apparira' il menu'
principale con la finestra di presentazione: la pressione di
un tasto qualsiasi la fara' sparire lasciandoci campo libero
per l'esplorazione dei menu'.
Il menu' e' a tendine, di tipo classico; ci sposteremo tra le
varie opzioni con i tasti freccia sia verticali che
orizzontali e attiveremo la nostra scelta con la pressione
del tasto Enter. Tutto qui!
Prima di entrare nel merito dei vari moduli costituenti il
programma mi vorrei soffermare un attimo su alcune funzioni
presenti all'interno di questo menu' in grado di risolvere
piccoli problemi di calcolo che ogni tanto si presentano: sto
parlando della finestra titolata Riduzioni. Andiamoci
utilizzando il tasto di freccia a destra e vediamo cosa ci
permette di fare.
Le opzioni contenute nel menu' sono:
- DATA CIVILE -> JD
- JD -> DATA CIVILE
- TEMPO SIDERALE DI GREENWEECH
- EQUATORIALI -> ECLITTICHE
- ECLITTICHE -> EQUATORIALI
- RIDUZIONE DI ALFA E DELTA DA t0 A t
2.2 - Conversioni tra Data Civile e Giuliana
Le prime due si occupano della conversione reciproca tra Data
Civile e Data Giuliana, quantita' quest'ultima ben nota a chi
si interessa di astronomia e sul significato della quale
percio' non mi dilunghero'. Voglio segnalare che i calcoli
vengono svolti, come negli altri casi che vedremo in seguito,
dopo ogni singolo inserimento; per cui vedremo ad esempio la
data giuliana aggiornarsi subito dopo l'inserimento del
giorno, del mese e infine dell'anno. I valori presentati non
appena si aprira' la finestra di calcolo sono presi dal timer
di sistema, per cui se avremo a disposizione un computer con
orologio tamponato a batteria verranno subito svolti i valori
odierni. La data civile viene sottoposta ad un controllo di
input molto sofisticato, che prevede praticamente tutti i
casi di data non congruente, compresi la non esistenza
dell'anno 0 (avremo modo di riparlarne, ma l'anno che precede
l'1 d.C. in effetti e' il -1 a.C.) e il periodo dal 5 al 13
ottobre 1582, date soppresse dalla Riforma Gregoriana. E' la
stessa diagnostica di errore che ritroveremo poi all'interno
del Planetario, soltanto che li' apparira' una frase di
spiegazione sulla natura dell'errore, qui ci sara'
l'indicazione generica di errore nella finestra del
risultato.
Un'ultima cosa: i calcoli vengono svolti per le ore 0 T.U.,
quindi vanno poi aggiunte eventualmente le ore come frazioni
di giorno oppure ricordare che la data giuliana alla
mezzanotte T.U. e' sempre un valore decimale terminante per
0.5. Quando si inserisce la data giuliana va effettivamente
introdotto il valore intero poiche', come e' anche
chiaramente visibile, la coda decimale verra' aggiunta
automaticamente.
2.3 - TSG medio alle 0 T.U.
Caricando il Planetario penso non ci siano problemi di alcun
genere per conoscere con grandissima precisione il Tempo
Siderale Locale, che e' quello che di solito serve di piu',
ma ad ogni modo qui e' stato previsto un calcolo semplificato
e piu' veloce.
Semplificato per svariati motivi: primo perche' qui viene
calcolato il TSG rispetto il meridiano di Greenweech e non
quello locale (senza tenere cioe' conto della nostra
longitudine), secondo perche' il valore che otterremo e'
quello medio.
Il valore medio e' quello che di solito viene reperito negli
almanacchi e non tiene conto di una variazione apparente del
TSG dovuta principalmente alla nutazione in longitudine
celeste. Questa quantita', conosciuta come equazione degli
equinozi, determina un'oscillazione del valore vero da quello
medio che puo' ammontare a circa + 0.6s.
Facciamo infine un piccolo controllo per saggiare la
precisione dei calcoli. Mi serviro' di esempi tratti dal
volume Astronomia con il calcolatore tascabile di Aubrey
Jones (Muzzio Editore). L'autore preleva i dati in questione
dalle Astronomical Ephemeris americane, una pubblicazione
dedicata ai professionisti.
AE GALILEO
31/12/1977 06h 37m 13.280s 06h 37m 13.279s
07/03/1960 10h 58m 50.971s 10h 58m 50.970s
L'errore si colloca entro 0.001 secondi. Il calcolo mantiene
una grandissima precisione anche allontanandosi di parecchi
secoli dall'epoca attuale.
2.4 - Conversione da coord. Equatoriali a Eclittiche
E viceversa, ovviamente.
Anche questo e' un calcolo che ogni tanto puo' capitare di
dover fare. Importante e' specificare l'anno a cui si
riferiscono le coordinate, che puo' anche avere fino a 3
cifre decimali. Questo perche' se si ha a che fare con
coordinate all'equinozio della data (es. al 23/8 dell'anno)
e' possibile raggiungere una precisione maggiore calcolando
l'equivalente in decimali di anno.
Una annotazione importante: queste conversioni riguardano
coordinate riferite all'equinozio medio, che cioe' non
tengono conto della nutazione in obliquita' dell'eclittica.
Di solito e' proprio questo il riferimento che viene
utilizzato. Inoltre le formule utilizzate garantiscono la
massima precisione anche per oggetti vicini ai poli celesti.
2.5 - Riduzione di a e s da un'epoca t0 a t
Qui viene applicato il metodo rigoroso di riduzione di
coordinate equatoriali da un'epoca ad un'altra. Il calcolo
da' risultati accuratissimi anche per periodi lontanissimi
dall'epoca attuale e per oggetti molto prossimi ai poli
celesti.
In caso di oggetti dotati di moto proprio (normalmente
stelle) e' possibile tenere conto anche di questo. L'epoca
finale non deve essere necessariamente posteriore a quella
iniziale.
Il moto proprio in Ascensione Retta va introdotto con il suo
valore espresso in secondi-tempo (attenzione a come e'
riportato su di un eventuale catalogo!), mentre quello in
declinazione va immesso in secondi-arco. Questi valori
possono avere anche segno negativo.
3 - IL PLANETARIO
3.1 - Gli archivi interni
Prima di parlare del planetario vero e proprio vorrei
spendere due parole a proposito dei suoi archivi interni che,
come avremo modo di vedere, non sono poi cosi' "interni" come
li ho finora definiti.
Ho avuto modo di dare un'occhiata a programmi realizzati per
l'astronomia amatoriale, e ho constatato che di solito i dati
riguardanti le stelle del catalogo interno sono abilmente
dissimulati in archivi inaccessibili all'utente, che quindi
non puo' apporvi modifiche. Questo non mi e' sembrato giusto,
per cui ho preferito ricorrere ad una gestione "aperta"
dell'archivio oggetti sia per quanto riguarda aggiunte che
modifiche ai dati gia' presenti.
L'utente piu' esperto si rendera' subito conto che e'
possibile inserire oggetti con valori di coordinate molto
precisi (3 posti decimali in secondi di A.R., 2 in secondi di
Dec. e in piu' i moti propri), come possono essere reperiti
sui cataloghi professionali. Ovviamente un motivo per questo
c'e': non si tratta di uno spreco di spazio, ma rientra in
una precisa logica di utilizzo del programma. Se avete
esigenze molto spinte in fatto di precisione nella posizione
delle stelle e avete a disposizione un catalogo professionale
con posizioni accuratissime, potete tranquillamente
introdurre questi dati nel catalogo di Galileo, perche' il
programma e' stato progettato per svolgere il calcolo della
posizione degli oggetti del catalogo in modo assolutamente
rigoroso, con scarti irrilevanti rispetto a quanto potrebbe
fare una macchina installata in un grosso centro di calcolo.
L'archivio oggetti puo' contenerne fino a circa 4000; al
rilascio ne sono stati inseriti gia' piu' di 1500,
comprendenti, salvo errori, tutte le stelle fino alla mag.
4.5, gli oggetti del catalogo Messier piu' una certa
quantita' di oggetti NGC.
L'utente e' libero di migliorare la precisione di quelli gia'
presenti e di aggiungerne altri; tenga pero' presente che
inesorabilmente i tempi di calcolo si allungheranno qualora
venga effettuato un ricalcolo che includa tutti gli oggetti
inseriti.
Credo inoltre non sia necessario dilungarmi sul come si
possano modificare questi oggetti: la lista dei comandi e'
presente sullo stesso schermo dove viene visionato l'archivio
ed inoltre ogni voce di inserimento viene commentata dalla
piccola finestra di dialogo presente in basso a destra sul
video.
Gli oggetti sono stati inseriti per ordine di costellazione e
di magnitudine solo per comodita' di ricerca; in effetti in
caso di ulteriori inserimenti sarebbe bene continuare a
rispettare questo ordine, anche se non e' vincolante ai fini
del funzionamento corretto del Planetario.
Infine un'ulteriore comodita': e' possibile stampare su carta
l'intero catalogo anche per facilitare eventuali operazioni
di controllo sull'archivio.
L'altro archivio del Planetario e' costituito da un certo
numero di luoghi di osservazione predefiniti (al rilascio
tutti i capoluoghi di provincia italiani piu' qualche
localita' straniera) che facilitano molto l'analisi di
fenomeni da luoghi differenti del pianeta.
In questo caso non vi sono praticamente limiti al numero di
luoghi inseribili (a dire il vero un limite c'e', ma si
aggira sui 2 miliardi....), e per quanto riguarda
l'inserimento e le modifiche le cose funzionano esattamente
come nell'archivio precedente.
3.2 - Galileo: struttura generale
Non appena chiesto l'accesso al Planetario vedremo scomparire
il menu' principale e il modulo GALILEO ci segnalera' che e'
in corso il caricamento in memoria degli oggetti. Dopo
qualche attimo di attesa assisteremo alla preparazione della
posizione di partenza: questa viene letta dall'orologio di
sistema.
Se siete in possesso di un computer con orologio interno
alimentato anche a macchina spenta puo' essere conveniente
regolare l'ora (con il comando TIME del Dos) non sul fuso
adottato in Italia, il TMEC, ma sul Tempo Universale, il
TMG. Quest'ultimo si ottiene sottraendo 1 ora dall'ora civile
italiana, oppure 2 ore quando e' in vigore l'ora estiva.
Questo perche' Galileo riconosce al suo interno soltanto il
Tempo Universale e fornisce risposte in base ad esso e poi
perche' grazie a questo piccolo espediente non dovremo piu'
ricordarci di spostare l'orologio del computer quando entra
in vigore l'ora estiva.
Una piccola curiosita': questo sistema di mantenere il timer
della macchina in TMG indipendentemente dal luogo dove e'
installata e' una pratica comunissima nei grandi sistemi; lo
stesso UNIX, sistema operativo utilizzato in macchine medio-
piccole, prevede variabili interne contenenti il fuso
rispetto Greenweech del luogo di installazione del computer,
per riferirsi poi sempre al TMG.
Effettuato il calcolo della posizione verranno disegnati sul
video tutti gli oggetti visibili al di sopra dell'orizzonte.
La rappresentazione della volta celeste e' sferica, con la
circonferenza rappresentante l'orizzonte e il centro del
cerchio lo zenith dell'osservatore. Le stelle vengono
rappresentate con cerchi proporzionali alla loro luminosita';
le piu' importanti hanno anche accanto le prime tre lettere
del nome.
Galileo riconosce un determinato numero di tipi di oggetto e
li visualizza utilizzando la seguente codifica:
Oggetto Rappresentazione
SOLE Cerchio con raggiere (giallo)
LUNA Cerchio vuoto (bianco alta intensita')
PIANETI Cerchio chiuso (rosso chiaro)
STELLE Cerchio chiuso (giallo)
GALASSIE Ellisse vuota (magenta chiaro)
NEB. OSCURE e DIFF. Croce (bianco alta intensita')
AMMASSI APERTI Quadrato vuoto (giallo)
NEB. PLANETARIE Cerchio piccolo (giallo)
AMMASSI GLOBULARI Cerchio grande (verde chiaro)
fermo restando che in caso di Zoom la rappresentazione di
Sole, Luna e Pianeti assumera' un aspetto realistico dovuto
alla effettiva rappresentazione dei loro diametri apparenti.
Ho parlato di Zoom: vediamo in effetti di cosa si tratta.
La schermata di partenza disegna tutta la volta celeste
visibile dall'osservatore; se questo si trova a nord
dell'equatore (in latitudine) il sud, ovvero il meridiano
superiore, e' rappresentato in basso, altrimenti sara' il
nord ad occupare questa posizione, poiche' in effetti per chi
si trova nell'emisfero australe gli oggetti celesti culminano
a nord.
Se pero' ci interessa ingrandire una limitata porzione del
cielo per isolare alcuni oggetti o per analizzare un fenomeno
come ad esempio un'eclisse od un'occultazione dobbiamo
richiamare la finestra di Zoom, a cui si accede premendo il
tasto Enter, o Invio come e' chiamato nelle tastiere
italiane. La proiezione in questo caso e' ortogonale non
stereografica, cioe' con le altezze rappresentate da valori
costanti. A questo punto sara' possibile agire sui comandi
che vedremo in seguito per stabilire le dimensioni della
finestra, cercare un oggetto, o ritornare alla visione
globale premendo di nuovo il tasto Enter.
Tutte le attivita' di Galileo si svolgono attraverso una
linea di comando situata in basso a sinistra del video; per
avere l'elenco di tutte le funzioni e' sufficiente battere la
parola "AIUTO" oppure premere piu' semplicemente il tasto F9.
Nel prossimo capitolo analizzeremo dettagliatamente l'uso di
questi comandi.
4 - I COMANDI DEL PLANETARIO
4.1 - Comando < AIUTO >
Ottenibile anche premendo il tasto F9. Richiama semplicemente
lo schermo contenente tutti i comandi utilizzabili da
Galileo.
4.2 - Comando < CALCOLA >
Forza un ricalcolo della posizione degli oggetti secondo i
parametri che saranno stati di volta in volta variati.
Normalmente usato dopo che si e' introdotti data e ora, sara'
necessario farne uso dopo alcuni ritocchi alle opzioni.
Evidenziero' quindi il fatto trattando dei comandi che
seguiranno. Associato al tasto funzione F10.
4.3 - Comando < DATA >
Imposta la data civile per il prossimo calcolo.
La sintassi da seguire e' GG/MM/AAAA con la possibilita' per
il giorno ed il mese di utilizzare una cifra sola. Premendo
Esc senza inserire dati e' possibile lasciare la data
invariata in caso di rinuncia all'input.
Un efficace controllo sulla validita' dei dati impostati
evita di inserire date errate, segnalando tra l'altro anche
la natura dell'errore. In caso di valori scorretti sia per il
giorno che per il mese verra' comunque segnalato soltanto il
primo riscontrato. Gli anni prima di Cristo andranno inseriti
precedendoli con un segno < - >; a questo proposito faccio
presente che l'anno 0 non verra' accettato in quanto secondo
la notazione corrente l'anno che precede l'1 d.C. viene
indicato come -1 a.C. Allo stesso modo i giorni dal 5 al 14
ottobre 1582, mai esistiti a causa della Riforma Gregoriana,
non verranno presi in considerazione.
Qualora oltre alla data sia necessario introdurre anche l'ora
o una delle coordinate geografiche e' conveniente effettuare
il ricalcolo soltanto all'ultimo, premendo il tasto F10.
4.4 - Comando < ESTERNI >
Accessibile, per chi ha una tastiera estesa, anche attraverso
il tasto funzione F12.
Mostra sulla sinistra dello schermo la posizione orbitale dei
pianeti da Giove a Plutone come apparirebbero ad un
osservatore situato in direzione del polo nord
dell'eclittica; il cerchio centrale rappresenta il Sole e
l'origine delle longitudini (il punto Gamma) e' situato a
destra.
Sulla destra appaiono le coordinate orbitali geometriche
proiettate sul piano dell'eclittica, rispettivamente
longitudine, latitudine e distanza dal Sole in Unita'
Astronomiche.
Se si ha una stampante collegata e' possibile premendo il
tasto S effettuare una riproduzione su carta di quanto
visualizzato.
4.5 - Comando < FINE >
Porta a termine l'esecuzione del Planetario per tornare al
menu' principale.
4.6 - Comando < INFO >
Tramite questo comando viene richiamata una finestra
contenente alcuni dati riferiti all'ultimo calcolo
effettuato. Vediamo di cosa si tratta:
- DATA GIULIANA : e' una misura del tempo molto utilizzata
dagli Astronomi. Conta i giorni trascorsi dal 1/1/-4713 ed
e' richiesta in molti calcoli astronomici. Qui e'
rappresentata tenendo anche conto dell'orario impostato.
- INCLINAZIONE VERA DELL'ECLITTICA : e' l'inclinazione
istantanea dell'eclittica, valore che varia leggermente
nel tempo. La dicitura "vera" sta a significare che nel
calcolo si e' tenuto anche conto dei termini di nutazione.
Il valore e' esente da errori in un campo che spazia anche
di diverse decine di secoli dall'epoca attuale.
- NUTAZIONE IN OBLIQUITA' : e' appunto la correzione
applicata all'inclinazione media dell'eclittica dovuta ai
fattori di nutazione. Per ottenere quindi l'inclinazione
media dell'eclittica e' sufficiente sommare
algebricamente al valore precedente questa correzione
invertita di segno.
- EQUAZIONE DEGLI EQUINOZI : rappresenta la differenza in
secondi-tempo intercorrente tra il Tempo Siderale Medio e
quello Apparente.
- LONG. APPARENTE DEL SOLE : e' la longitudine eclittica
del Sole corretta per il tempo luce. Il valore geometrico
si potra' invece ottenere tramite il comando < INTERNI >
sommando 180* a quella della Terra.
- CORREZIONE DELLA LONG. PER EPOCHE LONTANE : e' un dato
molto importante per cui merita una spiegazione un po'
piu' estesa.
La velocita' di rotazione della Terra non e' un valore
costante; piu' precisamente il nostro pianeta rallenta di
circa 2 millesimi di secondo al giorno questo periodo. Il
risultato di tutto cio' e' che se io chiedo ad esempio di
mostrarmi l'aspetto di una'eclisse risalente al 700 a.C.
trovero' uno sfasamento di circa 2 ore rispetto all'ora
che ho impostato, con il risultato che l'aspetto del cielo
si presenta totalemte differente da quello reale. Un
artificio e' quello di correggere la longitudine del luogo
rispetto a quella reale, e continuare a considerare l'ora
come attendibile. Questo e' il senso appunto della
correzione consigliata da Galileo che va sommata
algebricamente alla longitudine del luogo e corretta
manualmente.
4.7 - Comando < INSEGUI >
Una premessa: questo comando funziona solamente se e' stata
selezionata la finestra di Zoom; in caso contrario viene
ignorato.
La sintassi e' < INSEGUI nomeoggetto > dove per "nomeoggetto"
si intende un nome appartenente ad uno degli oggetti
memorizzati nel catalogo o il nome esteso di un pianeta, Sole
e Luna compresi. Dove si prende questo nome? Corrisponde
semplicemente a quello introdotto nella prima riga di input
del catalogo (e' bene semmai avere una stampa su carta per
aiutarsi) oppure quello mostrato dalla stessa finestra di
Zoom.
Lo scopo di questo comando e' di centrare la finestra di Zoom
sull'oggetto richiesto; questo verra' poi sempre mantenuto al
centro anche in caso di successivi ricalcoli. Se l'oggetto
non esiste con il nome introdotto questo verra' segnalato,
inoltre se l'oggetto c'e' ma e' sotto l'orizzonte verra'
segnalata l'impossibilita' di costruire una finestra Zoom.
L'oggetto richiesto puo' trovarsi in qualsiasi posto della
volta celeste; pensera' il programma a costituire una
finestra secondo l'ingrandimento corrente.
Facciamo un esempio: supponiamo di aver calcolato per
l'istante corrispondente alla fase totale di un'eclissi di
Sole prendendo i dati da un annuario. Siamo ancora di fronte
alla visione globale e vogliamo ingrandire il campo in modo
tale da visualizzare chiaramente la sovrapposizione dei
dischi lunare e solare. Per prima cosa premiamo Enter per
richiamare la finestra di Zoom; poi battiamo il comando <
INSEGUI SOLE > tenendo conto del fatto che se avessimo scelto
come nome LUNA in questo caso avremmo ottenuto pressocche' lo
stesso risultato. A questo punto se l'ingrandimento e' troppo
basso avremo si' al centro del campo Sole e Luna sovrapposti,
ma non potremo distinguerne bene i diametri. Scegliendo un
ingrandimento 300 potremo addirittura riempire il campo con i
due oggetti; battiamo allora < X300 > e vedremo distintamente
Sole e Luna nel momento culminante della nostra eclisse.
Per disattivare l'inseguimento di un oggetto e' sufficiente
impostare di nuovo il comando con un altro nome (in tal caso
lo Zoom inseguira' il nuovo oggetto) oppure, come vedremo in
seguito, dare dei valori assoluti di altezza o azimuth alla
finestra di Zoom.
4.8 - Comando < INTERNI >
Accessibile, per chi ha una tastiera estesa, anche attraverso
il tasto funzione F11.
Mostra sulla sinistra dello schermo la posizione orbitale dei
pianeti da Mercurio a Marte come apparirebbero ad un
osservatore situato in direzione del polo nord
dell'eclittica; il cerchio centrale rappresenta il Sole e
l'origine delle longitudini (il punto Gamma) e' situato a
destra.
Sulla destra appaiono le coordinate orbitali geometriche
proiettate sul piano dell'eclittica, rispettivamente
longitudine, latitudine e distanza dal Sole in Unita'
Astronomiche.
Se si ha una stampante collegata e' possibile premendo il
tasto S effettuare una riproduzione su carta di quanto
visualizzato.
4.9 - Comando < LATI >
Vi si accede anche tramite il tasto F4.
Serve per l'inserimento della latitudine del luogo del
calcolo. Se e' attivo un luogo predefinito l'impostazione
manuale prevarra' su quella automatica; per ripristinare le
coordinate geografiche automatiche sara' necessario
richiamare di nuovo il luogo di osservazione (comando <
LUOGHI> ) ed effettuare un ricalcolo.
Nell'inserimento non e' possibile inserire soltanto il valore
dei gradi; dovremo necessariamente introdurre almeno uno 0
per i minuti. Il separatore e' uno spazio.
L'input e' nella forma XX XX.XX con la prima cifra
rappresentante i gradi di latitudine, con segno meno se Sud.
Viene effettuato un controllo sugli eventuali errori di
introduzione con segnalazione della quantita' errata.
4.10 - Comando < LONG >
Vi si accede anche tramite il tasto F3.
Serve per l'inserimento della longitudine del luogo del
calcolo. Se e' attivo un luogo predefinito l'impostazione
manuale prevarra' su quella automatica; per ripristinare le
coordinate geografiche automatiche sara' necessario
richiamare di nuovo il luogo di osservazione (comando <
LUOGHI> ) ed effettuare un ricalcolo.
Nell'inserimento non e' possibile inserire soltanto il valore
dei gradi; dovremo necessariamente introdurre almeno uno 0
per i minuti. Il separatore e' uno spazio.
L'input e' nella forma XXX XX.XX con la prima cifra
rappresentante i gradi di longitudine, compresi tra -180 e
+180, con segno meno se Ovest. Questo mi e' sembrato il modo
piu' giusto di gestire il segno della longitudine, ma
attenzione alle abitudini perche' diversi programmi, specie
provenienti dagli USA, chiedono la longitudine come negativa
se Est.
Anche qui ovviamente viene effettuato un controllo sugli
eventuali errori di introduzione con segnalazione della
quantita' errata.
4.11 - Comando < LUOGHI >
Questo comando puo' essere alternativamente eseguito premendo
il tasto funzione F7. Affinche' l'archivio venga richiamato
deve pero' essere stata attivata l'opzione corrispondente. Se
questo non e' stato gia' fatto e' sufficiente servirsi del
comando < OPZIONI > oppure premere il tasto F5 e attivare
l'accesso all'archivio luoghi.
Al rilascio viene fornito un archivio gia' contenente tutti i
capoluoghi di provincia italiani piu' qualche localita'
minore sede comunque di un osservatorio astronomico; infine
un piccolo numero di citta' straniere che non sara' difficile
aumentare se esiste un effettivo interesse a farlo.
Aggiungere o modificare le coordinate di un luogo di
osservazione e' molto semplice: l'accesso non avviene
direttamente dal Planetario, come d'altronde accade per gli
oggetti, ma dal Menu' Principale servendosi appunto
dell'opzione di modifica luoghi.
Dal Planetario avremo invece la possibilita' di selezionarne
uno gia' esistente, facilitati dal fatto che sono stati
inseriti tutti in ordine alfabetico. Trovata la citta' che ci
interessa dovremo pero' effettuare un nuovo ricalcolo
premendo il tasto < R >. Questo comportera' anche il
salvataggio automatico su disco di tutte le opzioni definite
al momento, con il vantaggio che quando il programma verra'
richiamato troveremo gia' le coordinate del luogo scelto come
attive per il calcolo piu' tutte le altre pre-definizioni.
4.12 - Comando < MAGC= >
Questo comando serve per limitare ad una certa magnitudine
massima i calcoli sugli oggetti del catalogo. La sintassi e'
< MAGC=XX.XX > dove per XX.XX si intende il valore massimo
della magnitudine che vogliamo entri nei calcoli, senza
comunque vincoli per i decimali.
Per mezzo di questo comando e' possibile, se non interessano
oggetti molto deboli, abbreviare di parecchio i tempi di
ricalcolo della posizione. Sta a noi, a seconda delle
esigenze del momento, impostare un valore limite tale da
escludere astri che non ci interessano e guadagnare percio'
in velocita' di esecuzione.
Supponendo ad esempio di dover controllare per un certo
periodo soltanto la visibilita' di alcuni pianeti in un certo
luogo, possiamo tranquillamente limitare la magnitudine di
calcolo a stelle inferiori alla mag. 1 (comando : MAGC=1) se
non escludere del tutto gli oggetti stellari (comando OPZIONI
e spegnimento della funzione relativa) abbreviando di
parecchio i tempi di attesa perche' in tal caso il Planetario
in fase di ricalcolo "salta" gli oggetti che presentano una
mag. superiore a quella impostata con il comando < MAGC= >.
Lo scopo di questo comando, oltre a quello di non "affollare"
inutilmente le mappe di oggetti superflui e' quello
importante di venire incontro a chi, dotato di una macchina
relativamente lenta (un XT o un AT con clock non
eccessivamente spinto) vedrebbe come snervante un continuo
ricalcolo di tutti gli oggetti del catalogo. Potrebbe percio'
ritenere accettabile limitare normalmente la mag. di calcolo
a 2.5, lavorare sempre con quella, e ricorrere a lunghi
ricalcoli solo se necessario.
Ovviamente l'impostazione fatta e' memorizzabile, in modo
tale da fissarla al valore che piu' conviene e poi ritrovarla
sempre al richiamo del Planetario. Per fare questo e'
sufficiente richiamare lo schermo delle opzioni (comando :
OPZIONI) e procedere al salvataggio delle impostazioni di
funzionamento. Oltre a quelle presenti sul video verranno
salvati anche i valori dati con il comando < MAGC= > e
< MAGL= >.
4.13 - Comando < MAGL= >
Questo comando segue la stessa sintassi del precedente MAGC=,
con la differenza che imposta la massima magnitudine
visualizzabile nella cartina globale, senza influenzare
quello che verra' rappresentato nella finestra di Zoom dove
comunque saranno sempre rappresentati tutti gli oggetti
rientranti nei limiti impostati con MAGC=.
Il valore inserito non potra' essere ovviamente maggiore di
quello relativo a MAGC= (in tal caso sara' fatta una
forzatura automatica eguagliando i due valori) e valgono per
questo comando le stesse regole di memorizzazione relative a
MAGC=.
4.14 - Comando < OPZIONI >
Di questo comando parleremo diffusamente nel prossimo
capitolo, in quanto si compone di svariate funzioni
predefinite che andranno analizzate in dettaglio.
4.15 - Comando < ORA >
Imposta l'ora del calcolo riferita al Tempo Universale.
La sintassi da seguire e' HH MM.MM con la possibilita' per
ore e minuti interi di utilizzare una cifra sola. Non e'
possibile inserire soltanto il valore delle ore; e'
necessario quantomeno inserire uno spazio e introdurre il
valore 0 per i minuti. Premendo Esc senza inserire dati e'
possibile lasciare l'ora invariata in caso di rinuncia
all'input.
Un efficace controllo sulla validita' dei dati impostati
evita di inserire orari errati, segnalando tra l'altro anche
la natura dell'errore. In caso di valori scorretti sia per il
l'ora che per i minuti verra' comunque segnalato soltanto il
primo riscontrato.
Nell'eventualita' che oltre all' ora sia necessario
introdurre anche la data o una delle coordinate geografiche
e' conveniente effettuare il ricalcolo soltanto all'ultimo,
premendo il tasto F10.
4.16 - Comando < PIANETI >
Al comando e' associato il tasto funzione F8.
Qui abbiamo un buon numero di informazioni riguardanti i
pianeti del Sistema Solare e la Luna, riferite ad un
osservatore terrestre. L'utente piu' esperto sapra' trarre
profitto anche dal fatto che la schermata specifica che le
coordinate sono riferite all'equinozio VERO della data; sara'
indicato poi al variare delle opzioni predefinite se le
coordinate siano geocentriche o topocentriche, corrette o no
per l'aberrazione delle fisse e se le coordinate azimutali
siano rifratte o vere. Ai pianeti infine viene sempre
applicata la correzione per il tempo-luce.
La magnitudine visuale calcolata per i pianeti e' quella
teorica: non tiene conto dell'estinzione atmosferica ne' di
particolari variazioni dovute alla costituzione fisica del
pianeta (basti pensare a Saturno, dove la variazione
dell'angolo visuale degli anelli comporta significative
fluttuazioni dal valore medio). Accettando questi valori
cosi' come sono avremo comunque una indicazione
sufficientemente valida di quella che potra' essere la
brillanza in cielo del pianeta.
4.17 - Comando < PUNTA >
Accessibile anche con il tasto funzione F6.
Questo comando e' utilizzabile soltanto all'interno di una
finestra di Zoom attivata. Genera un puntatore mobile sullo
schermo di forma rettangolare che puo' essere spostato in
qualsiasi area della finestra di Zoom con l'uso dei tasti
freccia. Contemporaneamente, in basso sul video, vengono
rappresentate le coordinate azimutali e orarie del centro del
cursore, con valori decimali. L'arrotondamento di questi
valori dipende in pratica dal fattore di Zoom impostato:
maggiore sara' quest'ultimo, migliore sara' l'indicazione dei
valori forniti dal cursore.
Le coordinate restituite dal puntatore possono essere
facilmente utilizzate da chi ha un telescopio "in stazione",
ovvero con gli assi delle coordinate riportate sulla
montatura posizionati secondo la propria latitudine (nel caso
di una montatura equatoriale) o sul meridiano locale (per
piccoli telescopi con montatura azimutale). E' un metodo
decisamente piu' comodo e veloce rispetto a quello
tradizionale (cartine celesti o cercatore).
In basso e' presente un ulteriore menu' di comandi: l'opzione
< V > e' un interruttore che permette di velocizzare o
rallentare la velocita' di movimento del puntatore. Premendo
< S > avremo la possibilita' di stampare su carta il
contenuto del video (puntatore compreso) mentre il comando <
C > si rivela utilissimo per conoscere il nome da introdurre
poi nello Zoom di un oggetto o per visualizzarne le
coordinate.
A proposito di quest'ultimo comando c'e' da dire che le
coordinate equatoriali visualizzate si riferiscono ai valori
apparenti se e' stata attivata l'opzione del calcolo
dell'aberrazione delle fisse, altrimenti sono calcolate per
il piu' vicino inizio dell'anno di Bessel. Ripeto ancora che
i metodi di calcolo sono rigorosi, per cui se in archivio
l'oggetto e' stato inserito con i valori massimi di
precisione reperibili nei cataloghi professionali i valori in
uscita saranno praticamente allo stesso livello di
precisione.
Per quanto riguarda i nomi degli oggetti visualizzati dal
comando < C > quello che puo' essere utilizzato dal comando <
INSEGUI > e' il primo che appare in alto. Attenzione ad
eventuali spazi presenti!
4.18 - Comando < STAMPA >
Questo comando permette la stampa su carta del contenuto del
video. E' sufficiente avere a disposizione una stampante
grafica con carrello a 80 colonne con emulazione IBM o EPSON.
Si tratta per fortuna della stragrande maggioranza delle
stampanti attualmente collegabili ad un PC ma sarei comunque
interessato di venire a conoscenza di eventuali problemi con
stampanti di altro tipo.
Come ho gia' accennato non c'e' alcun bisogno di caricare
drivers in memoria; mi riferisco al famigerato GRAPHICS.EXE
che comunque non e' ancora, al momento attuale (MS-DOS 4.01),
in grado di produrre un print screen su Hercules. Questo mi
ha convinto a produrre dei drivers interni in grado di
funzionare piuttosto bene su tutte le schede grafiche citate
all'inizio di questo manuale. A causa della diversita' di
risoluzione delle varie schede l'uscita su carta avra'
dimensioni leggermente differenti al variare della scheda
video utilizzata; inoltre sotto V.G.A. la stampa dello
schermo sara' inclinata di 90 gradi rispetto le altre.
4.19 - Comandi < +nZ[A] > e < +nHA >
Questo comando permette di spostare il centro della finestra
di Zoom di un certo numero di gradi di Azimuth a sinistra o a
destra oppure di impostare manualmente un Azimuth ad un
determinato valore assoluto. Vediamone la sintassi con alcuni
esempi:
1) < +20Z > aumenta di 20 gradi l'azimuth centrale della
finestra. Se e' attivo l'inseguimento di un oggetto questo
viene disattivato, come d'altronde avverra' per i comandi
seguenti.
2) < -100Z > diminuisce l'azimuth centrale della finestra di
100 gradi. Se il valore dovesse diventare negativo viene
normalizzato nell'intervallo 0 - 360 gradi.
3) < +90ZA > in questo caso lo spostamento e' assoluto. Viene
percio' definito pari a 90 gradi il valore centrale di
azimuth della finestra. Sarebbe come dire di centrare il
punto di vista a Est (per l'emisfero boreale). Il segno + e'
comunque obbligatorio; e' possibile, ma poco pratico,
utilizzare anche il segno "-". Dare un comando del tipo < -
90ZA > significa in pratica impostare l'azimuth centrale a
270 gradi, cosa che puo' essere fatta piu' direttamente con <
+270ZA >.
Il discorso per l'altro comando di spostamento < +nHA > e'
esattamente lo stesso, soltanto che in questo caso possiamo
variare l'altezza centrale della finestra di Zoom. L'utilita'
di questi comandi sta nel fatto che possiamo spostarci molto
velocemente di quanti gradi vogliamo sulla volta celeste,
oppure impostare dei valori statici di rappresentazione della
finestra, inquadrando sempre una stessa zona di cielo vedendo
poi con successivi ricalcoli lo spostarsi degli oggetti.
4.20 - Comando < Xnnn >
Questo comando permette di variare il fattore di
ingrandimento della finestra di Zoom corrente con valori che
vanno da 2 a 18000.
Con valori piccoli apparira' anche la linea dell'orizzonte,
mentre oltre i 90 gradi di altezza non verranno piu'
disegnati oggetti. Ingrandendo sempre di piu' i pianeti
mostreranno il loro diametro reale, Giove mettera' in risalto
i suoi satelliti Medicei e, oltre i 100 ingrandimenti tutti
gli oggetti avranno accanto il loro primo nome.
Sono accettati anche valori decimali, anche se poi
l'indicatore del fattore di Zoom in alto a destra sullo
schermo effettuera' un arrotondamento all'intero piu' vicino.
5 - LA FINESTRA DELLE OPZIONI
Premendo F5 oppure digitando il comando < OPZIONI > si accede
ad uno schermo contenente 14 interruttori memorizzabili
permanentemente nel programma (comando < R >). Per cambiare
lo stato di questi switch e' sufficiente portarci accanto la
freccia indicatrice servendosi dei tasti freccia del computer
e premere Enter. Quando l'opzione e' attiva apparira' in un
piccolo riquadro un simbolo simile ad una 'V'.
Vediamole singolarmente:
1) MOSTRA L'EQUATORE CELESTE NELLE MAPPE.
Verra' mostrato l'equatore celeste in entrambi i modi di
visualizzazione (globale e zoom) rappresentandolo con una
linea continua. La visualizzazione non tiene conto della
rifrazione atmosferica, per cui viene rappresentato
l'aspetto vero dell'equatore, non quello apparente.
2) MOSTRA L'ECLITTICA NELLE MAPPE.
Viene fornita una rappresentazione non rifratta
dell'eclittica. Il calcolo purtroppo richiede un certo
tempo ogni qual volta si deve disegnare uno schermo per
cui e' consigliabile ricorrere alla riproduzione
dell'eclittica solo quando e' necessario, subito prima di
una stampa ad esempio. A causa della visione non rifratta
potra' accadere che a forti ingrandimenti l'eclittica non
tagli esattamente al centro il disco solare, cosa che
accadra' invece se disabiliteremo l'opzione 11.
3) MOSTRA GRIGLIA COORDINATE NELLE MAPPE.
Attiva la visualizzazione di una griglia di coordinate
all'interno delle mappe. Nella visione globale vengono
rappresentati 3 cerchi di altezza distanti 30 gradi
ciascuno (compreso l'equatore) e 12 in azimuth distanti 30
gradi ciascuno, nello Zoom ci si limita a riportare
all'interno le ccordinate gia' presenti.
4) MOSTRA I NOMI DEGLI OGGETTI NELLE MAPPE.
Se attiva mostra i nomi degli oggetti in base alle
priorita' stabilite normalmente: i due flag 'S' e 'N'
nella scheda oggetto e l'ingrandimento maggiore di 100,
altrimenti disattiva la visualizzazione di qualsiasi
nome.
5) MOSTRA I SATELLITI MEDICEI DI GIOVE.
Qualora il disco di Giove cominci ad assumere una
dimensione visibile vengono mostrati i 4 satelliti Io,
Europa, Ganimede e Callisto nella loro posizione rispetto
al pianeta. Attenzione: a prescindere dalla posizione di
Giove in cielo l'equatore gioviano e' sempre supposto come
orizzontale, per cui le posizioni dei satelliti non sono
reali in altezza e azimuth ma solamente rispetto a Giove.
6) RIEMPIE IL DISCO SOLARE - SVUOTA IL DISCO LUNARE.
E' utile piu' che altro per dare una rappresentazione piu'
realistica di eclissi di Sole. Provoca il riempimento di
colore giallo del disco del Sole e lo svuotamento di tutto
cio' che invece capita all'interno del disco della Luna,
simulando proprio l'effetto associato ad un'eclisse
solare.
7) CALCOLO E VISUALIZZAZIONE DEI PIANETI DEL S.S.
Esclude o abilita nel calcolo e nella visione i pianeti da
Mercurio a Plutone. Il Sole e la Luna sono invece
inescludibili da entrambe le funzioni. RICHIEDE UN
RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE.
8) CALCOLO E VISUALIZZAZIONE DEGLI OGGETTI DEL CATALOGO.
Esclude o abilita nel calcolo tutti gli astri facenti
parte del catalogo oggetti. Abbrevia di molto i tempi di
ricalcolo se siamo interessati soltanto a fenomeni che
coinvolgono pianeti o in caso di eclissi solari. Utile
ad esempio nel caso dovessimo trovare l'istante del
sorgere e del tramonto di un oggetto del S.S. e vogliamo
risparmiare una notevole quantita' di tempo. RICHIEDE UN
RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE.
9) CALCOLO DELLA PARALLASSE LUNARE.
Se attiva calcola le coordinate lunari tenendo conto della
posizione dell'osservatore sulla Terra (coordinate
topocentriche) altrimenti viene fatto un calcolo
geocentrico. RICHIEDE UN RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE O LA
DISATTIVAZIONE.
10) CALCOLO DELLA PARALLASSE PER IL SOLE E I PIANETI.
Se attiva calcola le coordinate di Sole e pianeti tenendo
conto della posizione dell'osservatore sulla Terra
(coordinate topocentriche) altrimenti viene fatto un
calcolo geocentrico. RICHIEDE UN RICALCOLO DOPO
L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.
11) CALCOLO DELLA RIFRAZIONE ATMOSFERICA (760 T./18* C.).
Permette di tenere conto o meno nei calcoli della
rifrazione atmosferica, calcolata per un valore di
pressione pari a 760 Torr e una temperatura di 18* C. Non
e' possibile variare questi parametri. RICHIEDE UN
RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.
12) ABERRAZIONE DELLE FISSE PER TUTTI GLI OGGETTI.
E' possibile aumentare ancora di piu' la precisione dei
calcoli includendo anche l'effetto dovuto alla cosiddetta
aberrazione delle fisse. Se questa opzione viene esclusa
le coordinate degli oggetti del catalogo vengono calcolate
per l'inizio del piu' vicino anno di Bessel, dando
comunque una precisione gia' sufficiente per la
ricostruzione di fenomeni molto "critici". Includendo
anche l'aberrazione arriviamo invece alla posizione
apparente dell'astro, coincidente effettivamente a quella
reale. Questa correzione, applicata anche ai pianeti,
serve soltanto se vogliamo ottenere una precisione
assoluta nei calcoli di posizione. RICHIEDE UN RICALCOLO
DOPO L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.
13) CALCOLO CON DATA E ORA PRELEVATI DAL TIMER DI SISTEMA.
E' possibile fare in modo che quando si prema il tasto F10
per effettuare un ricalcolo il programma vada a prelevare
automaticamente data e ora dal timer di sistema
risparmiandoci cosi' di inserire ogni volta i dati ma
soprattutto permettendo di seguire praticamente in tempo
reale lo svolgersi di un fenomeno. Quando l'opzione e'
attiva viene rifiutato l'input manuale di data e ora.
14) LUOGHI DI OSSERVAZIONE PREDEFINITI.
E' possibile escludere la possibilita' di accedere
all'archivio degli oggetti.
6 - LE APPLICAZIONI
Abbandoniamo il Planetario e torniamo al Menu' Principale di
Galileo. Selezionando il menu' APPLICAZIONI troviamo tre
programmi di utilita' ognuno in grado di svolgere un compito
ben preciso. Vediamoli.
6.1 - Effemeridi dei Satelliti Medicei.
Questo programma si occupa di ampliare una funzione che
comunque e' gia' in qualche modo implementata all'interno del
Planetario: l'analisi dei fenomeni mutui di posizione dei
Satelliti Medicei. Da questo modulo e' comunque possibile
analizzare questi fenomeni con piu' accuratezza, ingrandendo
la zona attorno al disco di Giove in modo tale da trovare
l'istante esatto di una occultazione o di un transito. Non
sono ad ogni modo previsti fenomeni connessi all'ombra dei
satelliti.
Inoltre durante il loro cammino questi saranno sempre
visibili, anche se occultati dietro il disco di Giove;
bastera' ricordare che passano dietro il disco gioviano
quando si muovono da destra verso sinistra e vi passano
davanti quando hanno una direzione contraria.
Un'altra funzione interessante e' il CLOCK in tempo reale:
attivato o disattivato mediante il tasto Enter calcola la
posizione istantanea dei Satelliti Medicei aggiornandone
automaticamente la posizione ogni 10 secondi.
Lo spostamento manuale della data avviene tramite i tasti
funzione e i tasti '+' e '-' come descritto dalla pagina di
aiuto accessibile premendo il tasto '?'.
6.2 - Elongazioni dei pianeti del S.S.
Questo modulo mostra l'elongazione in Ascensione Retta di un
qualsiasi pianeta del Sistema Solare rispetto il Sole.
L'utilita' pratica consiste nel permettere con un colpo
d'occhio di ricavare i periodi piu' favorevoli dell'anno per
l'osservazione di un pianeta. Quando questo sara' vicino al
Sole sara' in congiunzione, percio' inosservabile, quando lo
troveremo ai bordi del riquadro vorra' dire che e' in
opposizione al Sole, quindi in un periodo favorevole per le
osservazioni.
6.3 - Eclissi lunari d'ombra
Questo programma e' interessantissimo, in quanto permette di
svolgere nell'arco di pochi minuti (o in pochi secondi, se
siete tra i pochi fortunati a possedere un coprocessore
matematico) calcoli reperibili di solito soltanto per l'anno
in corso e in ogni caso lunghissimi da fare manualmente.
Il programma calcola, in Tempo delle Effemeridi, gli istanti
di inizio, centralita' e fine delle eclissi lunari d'ombra
che occorrono in un certo anno, con scarti contenuti al piu'
entro 1 minuto dai valori veri. Oltre questo ne viene fornita
anche una rappresentazione grafica rispetto all'eclittica che
si puo' stampare su carta.
Opzionalmente e' possibile ottenere una stampa di tutti gli
orari delle fasi lunari riferiti sempre allo stesso anno, con
uno scarto medio di + o - 0.3 minuti dal valore vero.